Dopo oltre 30 giorni di assenza, torno a scrivere di cose belle che accadono nei Musei!

Proprio la settimana scorsa in 10 musei del mondo è avvenuto Museomix 2019 e noi siamo stati organizzatori per il Museo della Città di Ancona. 

Vi avviso che questo di oggi è un articolo lunghino ma ricco di tanti spunti per chi è interessato alla mediazione museale.

Molti lettori conoscono Museomix e l’impegno della nostra organizzazione all’evento per Ancona, ma se per caso qualcuno ancora non lo conoscesse lo invito a visitare il sito di Museomix Italia. 

Ad Ancona sono arrivati 24 mixers (designer, informatici, mediatori, storici, grafici e maker) dall’Italia e dall’Europa, di diverse età e ognuno con la propria professionalità e voglia di rivoluzione! Si sono divisi in 4 squadre composte da 6 mixer e un facilitatore e al termine di 3 giorni di lavoro hanno presentato 4 prototipi, 4 idee, 4 modi inediti di vivere il Museo!

 

E oggi voglio parlarvi proprio di questi progetti con particolare attenzione al contributo che hanno portato al percorso museale.

 

Ma prima di descrivere i prototipi, vi racconto in poche parole il Museo, la sua vocazione e il progetto che la nostra organizzazione sta conducendo nei 5 anni di gestione. 

Il Museo della città di Ancona

Il Museo della Città di Ancona si trova nel cuore della città e rappresenta il luogo per la comprensione della millenaria storia di Ancona attraverso un percorso didattico cronologico che mette in connessione memorie, dipinti, testimonianze, fonti e reperti archeologici relativi alla storia della città.

Nel 2020 la città festeggerà il 20° anniversario dell’apertura del Museo che ancora oggi vanta una posizione di interesse nella storia della museologia italiana.

È un museo concepito come luogo per la comprensione della percezione presente del tessuto cittadino, luogo di partenza ideale per il turista e luogo di riscoperta continua per il cittadino.

Il nostro intervento, in qualità di gestori ha fatto sì che il Museo abbia potuto rafforzare la sua vocazione sociale grazie alla volontà di aprirsi alla cittadinanza con la messa a disposizione dei locali per le associazioni e l’organizzazione di incontri con storici e appassionati della storia Anconitana. 

Il Museo è divenuto spazio per l’inclusione degli attori caratterizzanti la città di Ancona lavorando sulla riscoperta e definizione dell’identità cittadina nell’ottica di riqualificazione e potenziamento dei legami territoriali.

 

Un museo che esce dalle sue mura e si mette in relazione con la città e rafforza la vocazione sociale anche grazie alla volontà di creare mettersi in gioco e di mettersi in discussione.

 

Spero di avervi dato abbastanza elementi per immaginare il Museo della Città di Ancona. 

Adesso veniamo al punto: Cosa possono fare 4 squadre multidisciplinari in 3 giorni di lavoro al museo? Scopriamolo squadra per squadra 🙂

 

Prototipo creato – TELDIGO, Storie della Città

Immaginate di percorrere le vie del centro storico della città e di incontrare un totem al centro del corso, praticamente affianco a Zara ed H&M, con la rappresentazione in 3D di uno  dei personaggi leggendari della tua città, ti avvicini e scopri che è un invito ad un profilo Instagram. 

A questo punto sul profilo scopri il trailer della storia del personaggio raffigurato in 3D e per vedere la puntata devi andare al museo, magari ottieni anche un ingresso omaggio perché sei passato da questo circuito!

Il gruppo Cucali ha lavorato sul terreno di gioco “Connessioni Urbane” e ha creato una vera e propria connessione tra quello che accade in città e il museo! 

 

Poter realizzare queste serie sui personaggi di Ancona sarebbe un ottimo sistema per l’incoming del Museo ma soprattutto per innescare nel non pubblico la curiosità di andare a scoprire la storia della città.

 

Prototipo creato – Scopri Ancona con Filbleu

 

Ci sono città che sono conosciute ancora prima di metterci piede e nelle quali sappiamo esattamente cosa fare e ci sono città che sono tutte da scoprire e che hanno bisogno di una guida e di un pretesto divertente per essere scoperte!

Ancona appartiene a questa seconda tipologia e il gruppo Filbleu ha ideato una sorta di caccia al tesoro per il turista (ma anche per il cittadino) che è alla ricerca di un modo costruttivo per trascorrere il proprio tempo ad Ancona.

Il progetto consiste in una mappa tattile. La mappa ti indica un percorso in città per la visita dei principali monumenti.

La mappa, inoltre, al momento della consegna è mancante delle sagome dei monumenti che si potranno raccogliere in un dispenser predisposto in tutte le tappe. Le sagome sono dei bellissimi tasselli con la forma dei monumenti che andranno a completare la mappa. L’ultimo tassello si potrà ritirare visitando il Museo della città e ottenendo quindi il tassello a forma di Chiave (la chiave della Città di Ancona).

Anche Filbleu ha lavorato sul terreno di gioco “Connessioni Urbane” e ha realizzato non solo un circuito valido per turisti e cittadini ma anche un bellissimo prodotto che può essere venduto come souvenir della città anche grazie all’uso del colore naturale il blu di guado.

 

Prototipo creato – 6 per Ancona

 

Stamira è una donna leggendaria per la città di Ancona (abbiamo visto che è stata protagonista anche nel primo prototipo), è un’eroina del XII° secolo che si narra morì per contribuire a salvare la città dall’invasione di Federico Barbarossa nel 1173. 

Oggi la sua storia è anche metafora dell’orgoglio cittadino e della forza e dignità per le donne di Ancona che in molte ci si riconoscono.

I mixer hanno notato che nonostante Stamira sia così significativa, all’interno del museo non vi è che una piccola riproduzione di un dipinto che la ritrae, ma nulla di scritto. 

Incredibile come non me ne sia mai accorta!!

Il gruppo ha praticamente creato un dispositivo che rappresenta Stamira e che la inserisce nel percorso storico come entità narrante! 

Il dispositivo è stato pensato in una nicchia del museo proprio nella sezione dedicata al 1100 e presenta delle cuffie e un scatola che contiene una serie di oggetti che permettono ai visitatori di esplorare alcuni dettagli della storia di Stamira con il tatto, la vista e l’olfatto seguendo la narrazione orale.

Storytelling, accessibilità e sensorialità per una narrazione immersiva che permette ai visitatori di entrare in contatto diretto con le testimonianze dei principali personaggi della città. Il progetto, infatti, non prevede solo la narrazione di Stamira, ci sono altri personaggi che potrebbero essere sviluppati! Ciriaco Pizzecolli, Luigi Vanvitelli, il Conte Ferretti.. e provare tutti i dispositivi lungo il percorso darà diritto ad un timbro ciascuno per completare il passaporto del VERO ANCONITANO!

Il gruppo Sestina Lente, ha lavorato sul terreno di gioco dedicato all’accessibilità e allo sviluppo di linguaggi differenti, denominato “da cosa nasce cosa”.

 

Prototipo creato – SENTI CHE MUSEO!

Il museo della città si trova nel cuore della città di Ancona, in Piazza del Plebiscito e ha l’ingresso un pò nascosto in una delle pareti della piazza, al cospetto della maestosa statua di Clemente XII. 

E allora immaginate di essere guidati da un’aroma di mare che dall’ingresso possa inebriare tutta la piazza e divenire un magico elisir che permette di entrare e scoprire le meraviglie del passato con tutti e 5 i sensi!

Lungo il percorso incontrerete proiezioni evocative, riproduzioni tattili di monumenti in scala, elementi caratterizzanti alcune particolari sezioni del museo come quella del 1500 in cui Ancona commercializzava le spezie e i tessuti più pregiati. 

Inoltre per l’udito, nella postazione dedicata alla nobile famiglia Ferretti, la possibilità di ascoltare un racconto e anche uno stimolo ad interagire con il dipinto dell’albero genealogico della stessa famiglia.

 

 

 Conclusioni

In tutti i prototipi è emersa la voglia di narrare, il bisogno di ricreare suggestioni dal passato e di condurre i visitatori ad esplorare Ancona com’era ma anche Ancona com’è attraverso la “lente di ingrandimento” del museo!

La narrazione sia a parole che attraverso i sensi o attraverso il gioco è quel qualcosa che ci appartiene perché noi tutti siamo fatti di storie! Riuscire a dare uno sviluppo “tridimensionale” ai personaggi del passato, agli eventi storici o ai monumenti vuol dire dotarli di uno strumento in più per comunicare permettendo loro di entrare in connessione con le persone. Quelle persone che sono ancora una volta protagoniste della rivoluzione di senso nel ripensamento dei nostri musei.

Un museo che non abbia un suo rapporto col pubblico non è un vero museo.
Questo rapporto deve essere creativo e venire a far parte di quell’ opera d’arte globale che il museo
vuole essere, esserne uno degli elementi principali:
opere, edificio e pubblico.

Alessandra Mottola Molfino

Articolo a cura di Laura Lanari

Video di Sara Agostinelli

Foto di Emanuela Amadio 

 

 

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