Come avrete notato dal precedente articolo, siamo molto attenti a definire il nostro operato con il termine “Educazione Museale” che noi di Musedu intendiamo come:

  • L’insieme delle attività , la sperimentazione, la programmazione e la riflessione teorica mediante le quali si esprime la funzione intrinseca educativa del museo;
  • L’insieme degli strumenti e delle metodologie utilizzate dalle istituzioni museali per rendere accessibili a più fruitori possibili e a “target differenti” le collezioni, le raccolte, le mostre e gli altri generi di esposizioni culturali.

Abbiamo riflettuto molto sul perché si tenda invece a preferire la dicitura “Didattica Museale” per indicare l’insieme di queste attività. 

A questo proposito, avete mai indagato i significati etimologici delle parole “educazione” e “didattica”? 

lavagna_domanda-1024x363

Quindi, se le due parole hanno diversi significati, come mai si parla di educazione e didattica museale facendo riferimento alla stessa disciplina?

Se ripercorriamo velocemente un po’ di storia, possiamo notare che, almeno in Italia, si inizia a parlare di “Didattica museale” nel 1947, quando, a seguito della guerra vi fu una forte ripresa di tutti i settori, compreso quello culturale.

I musei si configuravano come luoghi fortemente votati all’innovazione e alla sperimentazione; in tale contesto le istituzioni culturali lavorarono insieme alla scuola con l’obiettivo di includere gli studenti in questo accesso progresso.

Probabilmente proprio da questo impulso, strettamente connesso al mondo scolastico, si iniziò ad usare il termine didattica museale per indicare le attività rivolte ai giovani, ai bambini e alle categorie più diversificate svolte all’interno dei musei.

 

LO SAPEVI CHE?

Già nel 1776, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria fonda nel Palazzo di Brera una raccolta di opere d’arte ad uso didattico (disegni, dipinti, calchi, ecc.) per gli allievi artisti. Tale collezione costituirà il primo nucleo della futura Pinacoteca di Brera.

Forse, nel 1947, la didattica museale si poteva davvero considerare l’insegnamento delle discipline legate al museo e alle collezioni d’arte. Nonostante ciò, nel corso degli anni abbiamo assistito ad un’evoluzione del pubblico e del contesto culturale che ha determinato un profondo cambiamento nei metodi e nelle finalità di questa disciplina. 

Non dimentichiamoci che a questo momento storico, fa riferimento anche l’impeto creativo di Bruno Munari (ne parleremo presto e spesso).

munari_laboratorio_1977-1024x338

Foto – Il primo laboratorio per bambini organizzato da Bruno Munari alla Pinacoteca di Brera nel 1977.

Nel 2003, durante il Convegno di Parigi “Learning in European Museum” si è discusso circa il problema di trovare una denominazione comune per tutte quelle attività museali di cui abbiamo ampiamente discusso, optando per la definizione “Educazione Museale”.

Come analizzato sopra, la parola “educere” vuol dire condurre fuori, far emergere qualcosa che è nascosto ed proprio questo concetto la colonna portante del nostro metodo:

  • Ogni nostra attività ha l’obiettivo di favorire lo svolgersi di un’esperienza all’interno del museo, dove l’opera d’arte, il reperto archeologico, i beni culturali e tutto il patrimonio storico-artistico diventano un mezzo per stimolare le persone, gli alunni, gli anziani, le famiglie, i diversamente abili, gli adolescenti e i bambini a tirar fuori curiosità, attitudini e creatività.

Educare per noi vuol dire porci come mediatori, fornendo gli strumenti per comprendere il patrimonio culturale, facendo leva sul divertimento e l’interazione con gli altri.

Le esperienze di questo tipo rimangono nel cuore delle persone e generano affetto nei confronti dei luoghi di cultura, alimentando il senso civico e sociale in un circolo virtuoso che porta al rispetto e alla voglia di condivisione.

affetto-musei-1024x542

Beh, dal nostro punto di vista, niente è più educativo di questa dinamica!

Non siamo ancora totalmente coscienti del potenziale formativo dell’educazione al patrimonio artistico e culturale e di come questo possa incidere sulla crescita personale di un individuo e della collettività.

Sappiamo per certo, però, che le esperienze all’interno dei musei o nei luoghi di cultura hanno una potenza straordinaria e vanno studiate, comprese e sempre meglio promosse.

Desideri ricevere la Nostra Newsletter?

Una o due volte al mese ti manderò dei contenuti nuovi oppure, di tanto in tanto, ti informerò di qualche nostra iniziativa.

* indicates required



1 commento

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *