Il dietro le quinte nei musei gestiti da Musedu

Milioni di scuole frequentano i musei di tutto il mondo per attività delle più svariate. Dalla semplice visita guidata a progetti articolati di più incontri. Ma come nasce la proposta didattica che un museo offre al pubblico scolastico?
Ovviamente ogni dipartimento educativo segue le sue linee guida. Noi possiamo mostrarvi il metodo usato per creare l’offerta ai Musei Civici di Ancona. (leggi la nostra idea di didattica museale)

1. Le basi

Prima di iniziare la progettazione dei laboratori è fondamentale partire dalle teorie educative e didattiche. Su queste si dovranno basare l’approccio nei confronti degli alunni con cui si interagirà, gli obiettivi che ci si prefigge e le differenti modalità di intervento. Ovviamente esse dovranno essere in dialogo con le linee guida e i programmi dei differenti ordini di scuola.

Per quanto ci riguarda le nostre muse ispiratrici le ritroviamo in:
* John Dewey
e il suo Learning by doing nei
processi di apprendimento;
* Bruno Munari e l’approccio ludico, tattile e sperimentale nelle attività di laboratorio;
* Howard Gardner con la sua teoria delle intelligenze multiple;
* Maria Montessori e la teoria del cooperative learning;
* Gianni Rodari con il ruolo strategico del pensiero narrativo.

Inoltre non possiamo non citare Marco Dallari e Cristina Francucci, con le loro innumerevoli sperimentazioni in campo museale. A queste ci siamo ispirate per ideare i laboratori legati al contemporaneo come ad esempio Archeologi del Futuro.

2. Lo studio del patrimonio

Secondo importante step è la conoscenza approfondita del patrimonio storico – artistico che si vuole divulgare. Studiare le tecniche artistiche usate dai pittori presenti in collezione, conoscere le storie dietro ai dipinti o ai reperti conservati, scovare le curiosità e gli aneddoti della storia della città tutto è utile allo sviluppo dei progetti.

Nel caso dei Musei Civici di Ancona abbiamo deciso di dedicarci prevalentemente all’ambito archeologico e mercantile per il Museo della Città, in cui si illustra la storia del capoluogo marchigiano dalla sua fondazione al 1860. Mentre in Pinacoteca abbiamo sviluppato due filoni di laboratori uno antico, Esperimenti dal passato, e uno contemporaneo, Espressioni dal presente.

L’allestimento della collezione d’arte è infatti un continuo dialogo tra opere d’arte antica e quelle di arte contemporanea e abbiamo voluto riportarlo anche nella proposta. L’offerta che ne deriva è volta allo studio delle tecniche e ai mestieri dell’arte per l’antico e alla scoperta dei linguaggi artistici per il contemporaneo.

3. Creatività

Come afferma nel libro Artista e designer  Bruno Munari

la creatività è “una capacità produttiva dove fantasia e ragione sono collegate per cui il risultato che si ottiene è sempre realizzabile praticamente” .

Dunque, dopo aver acquisito tutte le conoscenze necessarie, potete dare libero sfogo alla vostra creatività per rendere quei saperi alla portata del pubblico a cui intendete rivolgervi.
Le azioni che si metteranno in atto, gli strumenti che si utilizzeranno per conoscere attraverso il fare. Tutto dovrà essere collegato in un percorso coerente volto a far comprendere l’arte e la storia di cui stiamo parlando e a far confluire l’esperienza in quel “calderone” più ampio che è la formazione dell’individuo.

Ci si può dare uno schema da seguire per ogni laboratorio oppure decidere di variare in base ai temi trattati. La nostra offerta formativa è composta da tre tipologie differenti di esperienze: i laboratori, i tour e i laboratori in inglese. Per ognuna di queste abbiamo ideato uno scheletro da cui partire per strutturare i vari incontri.

  • Nei Laboratori si parte con la narrazione dell’opera, del tema o della storia  trattata con una visita  nelle sale del museo, per poi arrivare alla sperimentazione attiva del pubblico nell’attività laboratoriale;
  • Nei tour si da ampio spazio alla narrazione e alla comprensione del paesaggio urbano;
  • Nelle attività di inglese al museo narrazione e momenti di gioco si intrecciano lungo il percorso, in modo da prediligere l’apprendimento in ambiente non formale.

 

E poi?! All’azione!

Dopo esserci preparati e aver descritto in dettaglio le azioni che si andranno a svolgere all’interno di una scheda, arriva il nostro pubblico ed è tempo di entrare in azione!

Cosa succede?
Potrebbe andare tutto come previsto oppure riuscire a fare solo una minima parte di ciò che abbiamo creato. Non vi preoccupate, ogni laboratorio sarà diverso dall’altro e se non è così state sbagliando qualcosa. È fondamentale entrare in dialogo con chi si ha di fronte, cercare di modellare su ogni classe lo schema prestabilito. Non stiamo facendo uno spettacolo teatrale in cui noi operatori siamo i protagonisti, ma stiamo educando (dal latino educere = portare fuori). Per farlo è necessario rendere ogni studente attore attivo del proprio momento di apprendimento.

Sara Agostinelli

(co-curatrice progetto didattico e mediatore museale)

Per conoscere le nostre nuove proposte educative potete leggere qui . 

Oppure potete passarci a trovare DOMENICA 6 OTTOBRE alla Pinacoteca Civica “F. Podesti” di Ancona per l’Open day dei Musei Civici di Ancona. Vi aspettiamo!

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