Il primo articolo della sezione PILLOLE DI TEORIA affronta il tema dell’APPRENDIMENTO.

 

I Musei rientrano a tutti gli effetti tra i così detti ambienti di apprendimento non formale. Tale riconoscimento sta determinando il fatto che il personale che opera all’interno dei Musei sia quasi più vicino al mondo dell’insegnamento che a quello dei professionisti dei Beni Culturali (e con questa affermazione spero di scatenare un qualche dibattito attorno al tema).

Gli operatori della Didattica Museale, per almeno 10 mesi l’anno vestono i panni di Insegnanti dell’Arte, della Storia, della Scienza e di tante altre discipline. In queste vesti è importante conoscere come possiamo facilitare l’apprendimento dei bambini, degli studenti e delle persone:

Secondo Carl R. Rogers (1973), al centro dei processi educativi l’aspetto più significativo è la relazione fra l’insegnante e la persona.

Questa relazione deve essere fondata su stima e rispetto reciproci; l’insegnante sappia essere se stesso, autentico in ogni momento del suo lavoro così che colui al quale insegna si possa sentire accettato e amato. L’apprendimento si attui, quindi, in un clima di libertà, sia significativo, automotivato e basato sull’esperienza.

Egli considera fondamentale che gli studenti acquisiscano non tanto il contenuto nozionistico, bensì l’abilità di ricercare, sapersi documentare, osservare, confrontare dati, in breve di “imparare ad imparare”.

La facilitazione dell’apprendimento, la principale finalità dell’educazione, secondo Rogers, si raggiunge quando i membri di una classe sono uniti dalla collaborazione e non divisi dalla competitività.

Non è sempre facile essere dei buoni Insegnanti o dei buoni facilitatori dell’apprendimento, però ci sono alcune esperienze che ci commuovono e durante le quali ci si accorge, se si possiede una certa esperienza, che è successo qualcosa di speciale.

Rogers lo definisce, di seguito, la rivoluzione nel campo educativo (al termine dell’articolo il video di una delle nostre piccole rivoluzioni):

Quando un facilitatore riesce a creare, anche in misura modesta, un clima di classe caratterizzato dal massimo che egli possa realizzare di genuinità, di stima, di compartecipazione; quando crede nella tendenza costruttiva dell’individuo e del gruppo, allora egli si rende conto di aver dato vita ad una rivoluzione nel campo educativo. Si accorge che si realizza un apprendimento di qualità diversa, che ci si muove con un passo più spedito, con maggior grado di persuasione.

I sentimenti, positivi, negativi, incerti, entrano a far parte dell’esperienza. L’apprendimento diviene vita, è vita vera. Lo studente cammina per la sua via, talvolta con entusiasmo, talvolta con riluttanza, per formarsi come individuo che prende, che cambia.

E per finire, riporto una delle domande che tantissime studentesse e neolaureate mi rivolgono:

  •  “Quali sono le caratteristiche che deve avere un educatore museale, che percorso di studi deve intraprendere, quali peculiarità si dovrebbero possedere per divenire buoni educatori museali?

    Ecco di seguito alcuni consigli:

  1. Capacità di stabilire un efficace rapporto interpersonale con le persone;

  2. Essere se stessi, esprimere i propri sentimenti, positivi e negativi, non recitare un ruolo;

  3. Avere stima nelle capacità delle persone, avere rispetto per ciò che pensano, sentono o dicono;

  4. Avere fiducia nelle capacità delle persone;

  5. Avere la capacità di capire ciò che prova l’altro, immedesimarsi in lui senza pertanto valutare o giudicare emozioni e sentimenti: Comprensione Empatica.

Questo è quello che penso con la mia esperienza.

Le valutazioni dei CV finalizzate alle assunzioni degli educatori museali non le faccio attraverso la ricerca di lunghi elenchi di pubblicazioni o titoli di laurea. Certo che le conoscenze nei riguardi della storia e dell’arte sono fattori imprescindibili ma è molto più difficile possedere tutte le altre competenze per far sì che le conoscenze si possano trasmettere al mondo.

Laura Lanari

Bibliografia

Donata Francescato, Anna Putton e Simona Cud, Star bene insieme a Scuola. Strategie per un’educazione socio-affettiva dalla materna alla media inferiore. Carocci Editore, 2017

H. Rudolph Schaffer, Psicologia dello sviluppo. Un’introduzione. Raffaello Cortina Editore, 2005

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