Cosa caratterizza un museo come luogo di conoscenza e partecipazione?

Quali competenze dovrebbe possedere un mediatore museale?

Cosa rende una visita guidata davvero coinvolgente e indimenticabile?

Curiosi di conoscere le risposte a queste interessanti domande, MUSEDU ha deciso di varcare i confini nazionali e di raggiungere la splendida Amsterdam, dove tra il 6 e il 7 novembre 2017 si è tenuto il Simposio intitolato: “Museum Guides Now” organizzato da Rijksmuseum, Van Gogh Museum, Stedelijk Museum, l’Istituto di ricerca e sviluppo in materia di educazione infantile, e LKCA (National Knowledge Platform for Education and Participation in Culture and the Arts), e patrocinato dalla Reinwardt Academy, facoltà di storia dell’arte dell’Università di Amsterdam, e il Ministero dell’Educazione, Cultura e Scienza.

RJIKSMUSEUM           IO E LOGO

Per noi 330 partecipanti, provenienti da 22 paesi del mondo, l’evento ha costituito un importante momento di conoscenza, confronto, arricchimento culturale e l’opportunità di trovare nuovi stimoli e idee per la progettazione delle attività didattiche e delle visite guidate, affinché esse diventino uno strumento fondamentale di coinvolgimento e inclusione di pubblici con aspettative, background culturali e sociali, età ed esigenze diverse.

SALA CONFERENZE .         GRUPPO

In questo racconto vi parlerò delle esperienze più significative e di alcune considerazioni rilevanti che sono emerse durante le intense giornate di lavoro! 

Tanto per farvi entrare nell’atmosfera del Simposio, pensate che durante le conferenze gli interventi venivano talvolta improvvisamente interrotti dalla musica, diffusa dalla regia nella grande sala che ci ospitava: a quel punto eravamo invitati ad alzarci e ballare con gli altri!

….ma solo per 10 secondi!

Questo “invito alla danza”, dal caloroso spirito olandese, ci hanno fatto pensare ai processi di apprendimento all’interno di un museo, in cui anche il coinvolgimento fisico e il divertimento assumono un ruolo importante.

Le parole d’ordine sono state:

  • inclusione

  • accessibilità

  • coinvolgimento

  • flessibilità

  • empatia

  • curiosità

  • sensibilità

  • capacità di ascolto

Il compito di una guida museale, è quello di accorciare la distanza e il senso di soggezione percepite di fronte a un oggetto d’arte, aprendo il dialogo, stimolando la partecipazione attiva e mettendo il visitatore a suo agio all’interno degli spazi museali.

FLESSIBILITA' .     MUSEUM MARKET PLACE

Secondo Sandra Jackson-Dumont, direttore del dipartimento educativo al MET di New York, il visitatore dovrebbe tornare a casa e limitarsi a un’unica espressione entusiastica: “you had to be there”, “dovevi esserci”, che lascia comprendere il valore attribuito all’esperienza vissuta più di ogni altra descrizione dettagliata.

YOU HAD TO BE THERE

A seguito di una sperimentazione condotta nei maggiori musei olandesi da Renske de Groot, professoressa alla Reinwardt Academy, l’utente percepisce talvolta un’inadeguatezza nei confronti dell’ambiente museale (“non è fatto per me” – “it’s not for someone like me”), che sottolinea ancora una volta il senso di riverenza al cospetto delle opere, e quindi del museo come loro “contenitore” per eccellenza. Ciò richiede quindi una maggiore consapevolezza rispetto alle componenti fondamentali a cui prestare attenzione durante la mediazione, ossia non solo i contenuti, ma anche le caratteristiche del pubblico di riferimento, che non deve essere solo istruito, ma anche coinvolto.

COMPORTAMENTO GUIDA .       GUIDA_DONNA

Quest’indagine, declinata al sistema museale europeo, si è ispirata al progetto statunitense denominato “Museum Hack” , oggi diventato reale proposta didattica all’interno di molti musei americani, fondato su una maniera nuova di organizzare una visita guidata, ironica, divertente e attenta ai nuovi mezzi di comunicazione digitale.

MUSEUM HACK

Il coinvolgimento del pubblico avviene anche attraverso le domande. Questo metodo inclusivo, in grado di favorire una lettura critica dell’oggetto di interesse e del suo contesto, è stato intitolato “I ASK” ed è diventato parte di un progetto condotto da Petra Katzenstein e Irith Koster .

I ASK

 

Vi state per caso chiedendo perché è stato scelto proprio il camaleonte come logo dell’evento?

 

LOGO

Questo animale è in grado di cambiare continuamente le proprie caratteristiche per adeguarsi all’ambiente circostante…proprio come dovrebbe fare una guida museale di fronte ai diversi contesti in cui si trova ad agire quotidianamente, fino quasi a scomparire tra reperti, dipinti e sculture, e lasciando parlare solo loro.

Alessandra Luconi

 

 

Per i Dipartimenti Educativi dei maggiori musei (Annemies Broekgaarden, Rixt Hulshoff Pol, Marthe de Vet) e l’Università di Amsterdam (Carla van Boxtel, Marie-Thérèse van de Kamp, Julia Noordegraaf, Mark Schep), il Simposio ha rappresentato l’occasione per esporre gli esiti di ricerche condotte negli ultimi tre anni in ambito di didattica e comunicazione museale.

Il risultato è una pubblicazione intitolata: “Guiding is a profession”, che sottolinea l’importanza del mediatore quale figura competente e professionale, in grado di coinvolgere il visitatore attraverso la sua versatilità, il continuo adattamento a linguaggi e approcci diversi, e il suo grande entusiasmo e capacità di ascolto.

A prendere la parola sono stati anche studiosi, esperti e mediatori museali provenienti da tutto il mondo, che hanno apportato il loro prezioso contributo, frutto di una lunga esperienza all’interno di musei di arte e storia, tra cui il MET di New York, il Budapest Museum of Fine Arts, il Design Museum di Londra, e lo Smithsonian Museum di Washington, solo per citarne alcuni.

 

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