Eccoci arrivati al momento in cui vi sveliamo un altro dei nostri trucchi in fatto di progettazione dei servizi educativi museali! Molti ci chiedono che cosa ci sia alla base del nostro metodo e su quali principi fondiamo i percorsi e i laboratori.

Mesi fa, vi abbiamo parlato di John Dewey, oggi il nostro protagonista e secondo ingrediente della “ricetta perfetta” è lo straordinario Bruno Munari!

Se leggerete con attenzione questo articolo riceverete spunti e idee su come impostare le vostre proposte museali! 

La nostra idea progettuale si basa su alcuni ingredienti fondamentali…. Proprio come una ricetta!

laura-musedu4Quando cuciniamo, dosiamo sapientemente degli ingredienti, li mescoliamo, li lavoriamo e il risultato diventa un ottimo piatto da mangiare in compagnia delle persone che amiamo.. ora, mettiamo da parte i panni dei food blogger e ritorniamo a parlare del nostro settore!

Abbiamo messo insieme i migliori ingredienti in fatto di educazione museale, li abbiamo mescolati e abbiamo ottenuto un metodo elastico e modulabile che ci permette di creare proposte educative per ogni realtà museale e culturale in senso più esteso.

Ed ecco a voi i nostri 5 consigli ispirati alle teorie di Bruno Munari:

Coinvolgi le persone alla comprensione di come si fa l’arte!

In “Fantasia” (1977), Bruno Munari ci esorta a raccontare come si fa l’arte, come si crea un oggetto, come si realizza un manufatto. Questo permette di vedere un oggetto-soggetto come parte di un processo in mutamento.

Abituare i bambini a considerare la mutazione delle cose vuol dire aiutarli a formare una mentalità più elastica e vasta.

Riportiamo le parole di Bruno Munari: “Se vogliamo che un bambino diventi una persona creativa, dotata di fantasia sviluppata e non soffocata (come in molti adulti), dobbiamo fare in modo che il bambino memorizzi più dati possibili, nei limiti delle sue possibilità, per permettergli di fare più associazioni possibili, per permettergli di risolvere i propri problemi ogni volta che si presentano.”

Vedere un dipinto finito e impostare la discussione sulla sola descrizione dell’immagine può limitare la creatività e la comprensione totale della creatività intesa come processo.

A sostegno della creatività, Bruno Munari, ci suggerisce un semplice esercizio:

  • Possiamo mettere a disposizione dei bambini dei fogli di carta di misure e forme molto diverse, come per dare loro delle nuvole su carta. Fogli grandi, grandissimi, piccoli o piccolissimi. Basterà dire loro di scegliersi il foglio preferito e di disegnare con qualunque mezzo quello che la forma del foglio suggerisce loro.

frammenti di carta 2                           frammenti carta

Noi, per esempio, lo abbiamo declinato nel nostro laboratorio d’arte per i bambini dai 5 ai 7 anni, i partecipanti sono coinvolti prima nella scoperta di dettagli lungo il percorso espositivo (animali, decorazioni, oggetti strani, abiti, ecc), successivamente, ispirati dalle scoperte fatte dall’osservazione dei dipinti, lasciamo loro la possibilità di creare nuovi oggetti e nuove creature a partire dai frammenti di carta a loro disposizione!

 

Proponiamo giochi semplici e molto seri!

Nei nostri musei raccontiamo le storie e le opere d’arte mettendo in piedi dei veri e propri giochi, facciamo in modo che i partecipanti alle iniziative siano coinvolti in un processo di comprensione ludico e didattico.

Con le parole di Bruno Munari: “Il gioco permette al bambino di partecipare, di intervenire, di far agire la fantasia per risolvere dei problemi semplici o per visualizzare delle azioni sempre diverse, o per costruire qualcosa nello spazio tridimensionale con elementi modulati.

Il gioco ideale deve poter essere capito dal bambino senza alcuna spiegazione.

Consigliamo di creare dei moduli per la comprensione dell’arte e della storia, fate in modo che i partecipanti possano combinarli in modi infiniti creando prodotti artistici creativi e personalissimi!

Per maggiori informazioni chiedi una nostra consulenza specializzata!

Impara l’attitudine del “saper progettare”!

Munari dice: “Progettare è facile quando si sa come si fa. Tutto diventa facile quando si conosce il modo per giungere alla soluzione di qualche problema, e i problemi che si presentano nella vita sono infiniti.

Quando progettiamo il nostro servizio è importante progettare con metodo, sarà fondamentale documentarsi su ciò che è già stato fatto di simile a quello che si vuole progettare. “Creatività non vuol dire improvvisazione senza metodo: in questo modo si fa solo confusione e si illudono i giovani a sentirsi artisti liberi e indipendenti.

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Un progetto rigoroso e un progetto che abbia uno schema di regole è la base certa da cui partire per sviluppare prodotti e servizi dalle infinite capacità!

Stimola la conoscenza del mondo attraverso il tatto!

Da “I laboratori tattili di Bruno Munari”: “Non toccare! quante volte i bambini si sentono ripetere questa imposizione! Nessuno direbbe mai: non guardare, non ascoltare, ma pare che il tatto sia diverso, molti pensano che se ne possa fare a meno.

Dobbiamo abbituare i bambini a toccare, anche dentro i musei, la materia dell’arte, i colori, i tessuti e tutto quello che è coerente con la nostra proposta educativa. Dobbiamo affidare ai materiali e alle sensazioni che questi suscitano, dei nomi e delle definizioni che i bambini possono acquisire durante i loro esercizi di crescita.

Per i bambini è importante che tutto abbia un nome, che queste informazioni siano messe in ordine, formando una proprietà di linguaggio che aiuta a comunicare.

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Sono molti i musei che lavorano con questo senso, come ad esempio, il Museo Tattile Statale Omero, eccellenza nazionale nel campo della conoscenza tattile dell’arte e centro di ricerca e sperimentazione nel settore. Il personale, altamente qualificato, offre consulenza e servizi a livello nazionale e internazionale.

 

Non pensare prima di fare!

Bruno Munari è stato un genio illuminato da una spiccata ironia! E dalle sue teorie non potevamo non prendere il consiglio che suggerisce agli allievi del corso di Visual Studies di Harvard.

 

“Non pensare prima vuol dire lasciare fuori la ragione e usare l’intuizione, cominciare a disporre a caso delle forme, raggruppare, dividere, cambiare, fare altri accostamenti, cambiare, raggruppare, spostare, ruotare, girare il foglio, cambiare, finchè la combinazione stessa delle forme che lentamente hanno preso consistenza può suggerire il modo di finire la composizione.”

Questo consiglio deve essere contestualizzato e non generalizzato.

Potremmo rischiare che qualche lettore consideri questa nostra conclusione come una banalizzazione del pensiero del grande genio. Corriamo questo rischio e vi invitiamo a scriverci e a commentare il nostro articolo con le vostre esperienze e i vostri consigli in fatto di didattica museale ispirata a Bruno Munari, in ottica di crescita e confronto reciproco!

 

 

Bibliografia

  • Bruno Munari “Fantasia”, Laterza, 1977
  • Bruno Munari “Design e Comunicazione visiva”, Laterza, 2010
  • Bruno Munari “Da cosa nasce cosa”, Laterza, 2009
  • Bruno Munari “I laboratori tattili”, Edizioni Corraini, 2014

 

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