Autoritratto con-dito 

L’attività si compone di 2 parti, la visita animata presso la sezione ritratti della Pinacoteca “F. podesti” e il laboratorio per la realizzazione di un “autoritratto”.

Osservare l’ampia sezione di ritratti in Pinacoteca ci servirà ad entrare nel vivo dell’attività. L’operatore, racconterà la storia di alcuni tra i personaggi ritratti grazie alla descrizione dei tanti dettagli dipinti. Successivamente si analizzeranno le emozioni grazie all’analisi della mimica facciale e dei colori. 

Durante il laboratorio, i bambini dovranno pensare alle loro caratteristiche e le loro espressioni più familiari per riprodurre il proprio autoritratto con pennarelli e la tecnica del collage. 

Obiettivi:

Il laboratorio intende fornire diversi codici espressivi per indagare sulla propria identità, valorizzare il proprio percorso individuale e superare, attraverso riferimenti artistici, gli stereotipi rappresentativi.

Il laboratorio consente di affinare a conoscenza di se stessi e delle proprie emozioni e di accrescere la propria autostima.

Destinatari: II e III anno della Scuola dell’Infanzia 

Quota di adesione: € 5,00 (4/5 anni)

Curiosità:  Butade Siciono, vasaio, per primo trovò l’arte di forgiare ritratti, a Corinto, per merito della figlia che, presa d’amore per un giovane e dovendo quello andare via, tratteggiò il contorno della sua ombra proiettata sulla parete dal nome dio di una lanterna; su queste linee il padre impresse l’argilla, riproducendo i tratti del volto. Plinio, Naturalis Historia, Giardini, Pisa 1987.

Rembrandt realizzò più di 100 autoritratti, registrando sull’immagine le metamorfosi causate dal tempo e dalle tristi vicende autobiografiche.

Per citare solo alcuni tra i più famosi autoritratti ricordiamo quello di Leonardo da Vinci disegnato con gessetto rosso in un’espressione di intensa profondità, le immagini del viso dell’artista contemporaneo Francis Bacon così deformate da risultare repellenti. Ma quando l’ autoritratto non era ancora una pratica diffusa gli artisti ricorrevano spesso ad abili espedienti per inserire se stessi nelle loro opere: si confondevano tra la folla insieme al soggetto religioso come esempio Filippo Lilli; vestivano i panni di figure mitologiche o allegoriche, Artemisia Gentileschi, o usavano metafore per alludere a stati d’animo turbati irrequieti, Michelangelo.

Educare all’arte, Cristina Francucci, Electa, 2010

 

Musedu

Il progetto Musedu, nasce dall'iniziativa di Laura, attuale responsabile per i Servizi Educativi dei Musei Civici di Ancona, e dà voce a tutti gli operatori museali che si dedicano con passione e competenza a questo lavoro. Attualmente collaborano attivamente al nostro blog, Alessandra, Marco, Enrico e Daniel. Se vuoi diventare parte del nostro team, non esitare a chiederci informazioni.

Musedu, dipartimento dei Servizi Educativi della Cooperativa “Le Macchine Celibi" di Bologna che attualmente gestisce i Musei Civici di Ancona, ha trasformato le passioni sociali e gli interessi culturali in un sistema professionale, con l’obiettivo di favorire una sempre più ampia partecipazione alla cultura con particolare riguardo al settore scolastico e alle fasce più emarginate. La cooperativa è parte della Lega delle Cooperative di Bologna e aderisce al Consorzio Nazionale dei Servizi, in possesso della Certificazione di Qualità per erogazione di servizi di gestione centri giovanili e culturali, biblioteche, musei ed eventi culturali. I servizi educativi saranno gestiti da personale professionale nel settore dell’educazione e della formazione, guide turistiche provinciali autorizzate e figure nel settore dell’archeologia, della storia dell’arte e del restauro dei beni culturali.

La Nostra Mission

Il progetto Musedu sta lavorando per diventare un punto di riferimento nel settore dei Servizi Educativi Museali di qualità.

Il nostro obiettivo risiede nel voler applicare, giorno dopo giorno, i principi alla base del nostro metodo, verificarne l'efficacia, correggerlo e migliorarlo, così da poterlo rendere sempre migliore.

Puntiamo a creare proposte didattico-educative che si integrino con l'ambiente museale e che nascano dalla reale e profonda conoscenza del patrimonio in esso conservato, così da configurarsi come attività scientifica. Lavoriamo sempre più per far si che i servizi educativi museali si affermino come centro di ricerca interno all'organico di un museo.

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