Care Colleghe e cari Colleghi,

appena rientrata dalle vacanze ho deciso di scrivere questo articolo perché, nel corso di questa strana estate, ho ricevuto tantissime richieste su come organizzare il servizio didattico a partire da settembre 2020.

Come avrete imparato a capire, sono poco incline alla ricerca di una “formula magica” in grado di risolvere ogni problema, vi propongo piuttosto delle analisi e delle riflessioni dalle quali possono nascere alcuni scenari e in fondo all’articolo trovate 4 pratici consigli che mi auguro siano utili al vostro lavoro di programmazione e progettazione della didattica museale.

Partiamo dal problema:

A partire dai primi giorni del marzo 2020, in Italia, e poi progressivamente in moltissimi paesi del mondo, i governi sono stati costretti a prendere provvedimenti per il contenimento della pandemia da covid-19. Nel contesto tematico della nostra trattazione, i provvedimenti hanno riguardato la chiusura dei musei e delle scuole. Queste ultime hanno attivato la DAD, didattica a distanza (aspetti positivi e negativi), mentre i musei hanno potenziato o, in alcuni casi, iniziato, una serie di attività online soprattutto sui canali social. Entrambi gli istituti, scolastici e museali, hanno utilizzato la tecnologia quale mezzo per arrivare ai propri destinatari. I Musei hanno riaperto al pubblico gradualmente a partire dall’8 maggio, mentre le scuole sono ancora in corso di riorganizzazione per l’imminente apertura di settembre.

Come si tornerà in classe? Saranno possibili le visite al museo?

Gli studenti potranno usufruire dei pulmini?

Le lezioni si continueranno a svolgere in parte con la didattica a distanza?

I programmi scolastici subiranno variazioni?

Risoluzione del problema:

Sono spiacente ma non abbiamo abbastanza dati per poter rispondere alle domande.

Vi indico comunque un riferimento del MIUR con tutti gli aggiornamenti “rientriamo a scuola”.

 

 

Anche se non abbiamo la soluzione del problema, analizziamo i diversi punti di vista:

 

Dalla parte del Museo

In una condizione ordinaria, le scuole rappresentano oltre il 50% degli ingressi per i musei e la percentuale aumenta se consideriamo la fittissima rete di musei civici del nostro paese. Eppure, con il coronavirus, questi musei, in particolare civici, hanno interrotto il rapporto con la scuola. Le numerose visite al museo in programma da febbraio a giugno sono state annullate e non ci sono state richieste, da parte della scuola, di riattivare il servizio attraverso una collaborazione online, se non in rarissimi casi. Questo dato è importantissimo e mette in luce il rapporto precario scuola-museo che molti di noi davano per scontato e che in questo momento ha rivelato invece la sua reale natura fatta principalmente dalla buona volontà di docenti ed educatori. Durante la pandemia, quindi, è emersa anche un’altra criticità: la precarietà della figura dell’ Educatore Museale, la quale senza la possibilità di svolgere il servizio è rimasta esclusa dal proprio lavoro (salvo, anche in questo caso, le dovute eccezioni).

I musei hanno preso coscienza di cosa ha comportato l’interruzione della loro funzione didattica e in questo momento stanno cercando in tutti i modi di riorganizzare il servizio per prepararsi ad una quanto più rapida ripresa.

 

Dalla parte della Scuola

Per la Scuola il Museo rappresenta una delle tante mete da poter visitare durante l’anno in occasione delle uscite scolastiche. In potenza il Museo potrebbe essere un supporto alla didattica e uno strumento per l’inclusione e l’orientamento dei propri allievi. Durante la pandemia, i Docenti si sono dovuti confrontare con un nuovo modo di parlare ai propri alunni e studenti, un nuovo modello di insegnamento. Se non in rarissimi casi, i Docenti non si sono rivolti agli operatori museali per chiedere supporto o integrazione alle attività condotte.

Le scuole sono ancora in attesa di conoscere come riprenderanno le lezioni in presenza e se riprenderanno. Sono ancora in attesa di conoscere gli incarichi dei Docenti con l’esito delle GPS, graduatorie provinciali, e sono ancora in attesa di capire quali saranno le misure sanitarie da rispettare e i vincoli ad esse connesse.

 

Detto questo, quali sono possibili scenari?

– La Scuola riaprirà a settembre, gli studenti torneranno in classe con i banchi singoli o comunque distanziati di un metro l’uno dagli altri, Le lezioni riprenderanno in presenza ma saranno molto difficili a causa delle norme igienico sanitarie. Potrebbe accadere che alcune attività saranno svolte ancora con la DAD.

– Il MIBACT, durante l’estate, ha condotto un’indagine tra i Musei Statali, in merito all’eventuale disponibilità per l’accoglienza di attività didattiche scolastiche all’interno dei locali museali. Ci saranno quindi alcune classi che faranno lezione al museo? come suggeriva Tomaso Montanari nell’articolo uscito il 6 maggio 2020?

– Non vorrei mai che accadesse, ma un altro scenario da prendere in esame è il rischio di una nuova chiusura totale e quindi il ritorno alla DAD in via esclusiva per l’insegnamento.

Questi sono solo alcuni degli scenari possibili e vi invito ad integrarli con vostre considerazioni nello specchietto in fondo all’articolo.

 

Alcuni consigli?

 

  1. Ascoltare la Scuola.

    Vi consiglio di prendere contatti con i Docenti con i quali collaborate da maggiore tempo e con i quali avete un rapporto di fiducia e chiedere loro cosa hanno bisogno o come poter impostare una nuova collaborazione.

  2. Preparate un nuovo Open Day.

    Pensate alle possibilità del servizio online, preparate un open day virtuale che sia strutturato come dibattito e confronto tra docenti e operatori museali per capire come organizzarsi insieme.

  3. Mostrate ai Docenti le competenze digitali e le opportunità connesse all’uso della tecnologia.

    Chiara Grilli, “Lattaia” Vermeer, 1658

  4. Non abbiate fretta, mettetevi nei panni del personale scolastico. Quest’anno, la proposta didattica può aspettare. Cercate di capire che piega prenderà l’organizzazione scolastica e preparatevi per una sperimentazione rivolta alla ricerca della qualità del servizio didattico.

          

 

Nell’emergenza può crescere la necessità di affermare una vera Responsabilità Educativa del Museo

Abbiamo l’opportunità di migliorare la nostra posizione lavorativa grazie ad una impostazione differente del lavoro.

Andiamo oltre rispetto all’obiettivo di riempire il calendario fitto di appuntamenti con le Scuole, lavoriamo per una collaborazione proficua e continuativa.

Sono consapevole delle difficoltà economiche connesse a questo approccio, ma vi invito a vedere la necessità di improntare un rapporto scuola-museo fatto di continuità e scambi reciproci affinché non si verifichi più un “distanziamento” così prolungato come nel caso della pandemia da covid-19.

Se cambia il rapporto Scuola-Museo, può cambiare il nostro ruolo all’interno dell’organigramma museale?

 

 

 

Per consulenza o formazione, inviare richiesta a info@museieducativi.it

 

 

1 commento

  1. Giordano Pierlorenzi

    Mi pare che sia una buona piattaforma di opportunità didattiche integrative o supplementari di approfondimento per le scuole di ciascun ordine e grado,che andrebbe strutturata per segmenti museali e pinacoteche per coinvolgere anche le istituzioni non statali e private tra cui va incluso il MUDEMA dell’accadeemia Poliarte di Ancona,il museo digitale del design delle Marche in costruzione.G.Pierlorenzi

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