Quando si lavora in un museo, avresti modo di scrivere ogni giorno il racconto di un’esperienza emozionante, di un incontro bizzarro o di un momento particolarmente entusiasmante.

Abbiamo deciso di scegliere solo i racconti migliori e iniziamo questa sorta di “rubrica” parlandovi dell’esperienza che finora ci ha segnato più di tutti!

Vi illustreremo un’esperimento per il coinvolgimento emotivo dell’audience: 

  • la realizzazione del “tableu vivant” dell’opera “Il giuramento degli Anconetani” di Francesco Podesti nel contesto della Civica Pinacoteca di Ancona (sotto il quadro originale e in copertina la nostra foto)

 Rappresenterei il momento in cui nel Consiglio ancora il Vecchio non tace e già eccitati gli animi di tutti a generosa immaginazione, fidenti nella divina misericordia, vengono i messaggeri cacciati, e i cittadini giurano, o di salvare la patria o di morire. Esprimerei le diverse passioni, lo sdegno, la disperazione, la fierezza degli uomini pronti a combattere ed a morire, la gioia e lo sgomento delle madri, delle mogli e delle figlie per la terribile risoluzione, lo stupore e la rabbia dei messi per tanto coraggio in tanta estrema miseria. La gioventù baldanzosa, la vecchiaia che rivive alla gloria, il valore, l'amore, la povertà, la fame, tutto si unirebbe a far grande ed interessante il soggetto, a preferenza di molti altri, come per se stesso eloquentissimo ed eminentemente drammatico.

L’opera che abbiamo preso a soggetto per il nostro progetto ha un valore simbolico molto importante per la città di Ancona perché rappresenta un momento storico davvero delicato: l’assedio della città del 1173 da parte di Federico Barbarossa.

Tutte le fonti concordano che la capitolazione di Ancona venne scongiurata solo grazie al coraggio e alla determinazione degli anconetani.

 

Il dipinto viene così descritto dall’artista che lo realizzò nel 1850:Rappresenterei il momento in cui nel Consiglio ancora il Vecchio non tace e già eccitati gli animi di tutti a generosa immaginazione, fidenti nella divina misericordia, vengono i messaggeri cacciati, e i cittadini giurano, o di salvare la patria o di morire. Esprimerei le diverse passioni, lo sdegno, la disperazione, la fierezza degli uomini pronti a combattere ed a morire, la gioia e lo sgomento delle madri, delle mogli e delle figlie per la terribile risoluzione, lo stupore e la rabbia dei messi per tanto coraggio in tanta estrema miseria. La gioventù baldanzosa, la vecchiaia che rivive alla gloria, il valore, l’amore, la povertà, la fame, tutto si unirebbe a far grande ed interessante il soggetto, a preferenza di molti altri, come per se stesso eloquentissimo ed eminentemente drammatico.”

Il progetto per la realizzazione del “tableu vivant” rappresenta una sintesi del nostro operato e dei principi guida del metodo Musedu.

I nostri progetti mirano ad includere il pubblico e a creare un legame affettivo tra questo e il patrimonio culturale. Per innescare legami affettivi tra i nostri utenti e il patrimonio culturale, sviluppiamo delle attività che si configurano contemporaneamente con la stessa spensieratezza e la stessa serietà di un gioco.

 

Gli obiettivi dell’operazione che vi stiamo illustrando erano rivolti a:

 

  • coinvolgere attivamente il pubblico nel processo creativo
  • rafforzare il legame affettivo della cittadinanza nei confronti del museo
  • dimostrare come il museo possa essere un luogo vivo e dinamico

 

Per fare ciò abbiamo impostato l’organizzazione del progetto secondo le regole di un gioco, che sono state vissute dai partecipanti in maniera del tutto spensierata e positiva. Tra le 80 persone coinvolte vi erano oltre 30 ragazzi dai 15 ai 18 anni che spontaneamente hanno partecipato e si sono lasciati trasportare dall’emozione di questa esperienza.

I partecipanti erano suddivisi in gruppi e ogni gruppo aveva il proprio ruolo:

  • Attori, Fotografi, Tecnici delle luci, Tecnici della post produzione, Costumisti, Videomaker e Truccatori

 

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  • Il risultato è stato presentato, in occasione dell’anniversario della nascita di Francesco Podesti ed è stato lanciato sui social network con un’operazione di storytelling attraverso l’ausilio di video interviste che interrogavano la città sulla conoscenza dell’artista, delle sue opere e della Pinacoteca.

 

Il giorno dei festeggiamenti, è  capitato di martedì pomeriggio alle 18:00, nonostante ciò la Pinacoteca era colma di gente, quasi 200 persone sono accorse per conoscere il risultato di questa operazione; alcuni negozianti hanno addirittura chiuso il loro esercizio per essere presenti. Inoltre, il progetto, è stato presentato come caso di interesse alla terza edizione del corso di formazione MUSEI EMOTIVI dell’ Università di Firenze e il centro di ricerca Nemech.

Evidentemente gli stimoli che stiamo ricevendo a livello nazionale e non solo ci hanno spinto  a lavorare in questa direzione, come ad esempio l’ultima campagna promozionale del MiBact “L’arte ti somiglia” e la produzione artistica di Bill Viola, attualmente in mostra a Palazzo Strozzi a Firenze.

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Qui sotto potete vedere uno dei video che hanno lanciato l’evento di presentazione dell’opera su facebook … Buona Visione!

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