La settimana scorsa una donna mi ha raccontato la storia di una donna straordinaria che non conoscevo: Jella Lepman (della quale non mi risulta ci sia neanche una pagina wikipedia😳). Jella, però, è la fondatrice di Ibby “The International Board on Books for Young People (IBBY)”. Per noi IBBY Italia.

Jella Lepman, nata a Stoccarda nel 1891 da una famiglia ebrea, emigrò in Inghilterra nel 1936 per sfuggire alle persecuzioni naziste.
Nel primo dopoguerra, tornata in Germania, intuisce che i libri per l’infanzia avrebbero ridato vita ad un paese che aveva perso qualsiasi capacità di pensiero, obnubilato dal nazismo che aveva ucciso non solo milioni di persone e devastato paesi, ma aveva bruciato libri negando l’accesso a un pensiero libero. E non solo i libri per adulti, anche quelli per bambini e ragazzi che per 12 anni avevano letto solo propaganda. Un lavaggio del cervello per impedire futuro.

«Fateci cominciare dai bambini per rimettere pian piano in sesto questo mondo completamente sottosopra» scriveva. «Saranno i bambini ad indicare agli adulti la via da percorrere […]. Se la guerra è veramente finita, se è lecito credere ad una pacifica convivenza dei popoli, allora questi libri saranno i primi messaggeri di pace».

Per raggiungere il suo obiettivo, Lepman scrisse ai ministri e alle case editrici di oltre venti Paesi affinché le donassero dei libri per i bambini tedeschi.

«Gentile signore, questa lettera contiene una richiesta insolita e le chiediamo la sua particolare comprensione. Stiamo cercando delle strade per mettere in contatto i bambini della Germania con i libri per bambini provenienti da tutte le nazioni. I bambini tedeschi non hanno più nemmeno un libro, dopo che la letteratura per l’infanzia del periodo nazista è stata tolta dalla circolazione. Inoltre, educatori e editori hanno bisogno di libri provenienti dal mondo libero per orientarli e far da guida. I bambini non hanno nessuna responsabilità nella guerra ed è il motivo per cui questi libri per loro dovrebbero essere i primi messaggeri di pace».

Da una prima mostra internazionale del libro nel 1946 a Monaco arriverà alla fondazione della più grande Biblioteca per ragazzi del mondo, la Jugendbibliothek di Monaco e – non contenta – darà vita a IBBY – International Board on Books for Young People – perché si vigili e si progetti sulla educazione alla lettura e sulla diffusione di libri di qualità per l’infanzia.

         

Jella Lepman ha tenacemente lavorato per permettere che le menti di bambini e ragazzi fossero nutrite e lo siano ancora: affinché mai più possa accadere quanto accaduto con il nazismo. Lepman credeva profondamente che la conoscenza tra popoli, tra culture potesse passare attraverso la letteratura, attraverso gli albi illustrati creando veri e propri “ponti di libri” tra i bambini che potranno e sapranno trovare soluzioni diverse alla distruzione e alle guerre, se cresciuti esercitando mente e cuore nel confronto con gli altri. I libri per questo sono straordinari strumenti.

📚“Un ponte di libri” è la sua autobiografia, un regalo da donna a donna.

Alla fine ho scoperto che a raccontarmi questa storia con una passione travolgente, tipica di noi donne che amiamo la vita e lavoriamo per migliorare il mondo a piccoli passi, è stata Della Passarelli direttrice editoriale di Sinnos Editrice.

 

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