Non è la prima volta che si cerca di costruire un percorso comune scuola museo e molti passi sono stati fatti in questa direzione, altrimenti non ci troveremmo qui. Oggi però l’emergenza sanitaria può averci dato l’opportunità di vedere più chiaramente alcuni aspetti di questo complicato rapporto ed è nostro dovere approfittare di questo momento per continuare a costruire un orizzonte comune scuola museo.

 

Parlare di scuola è sempre stato complicato e parlarne adesso lo è ancora di più soprattutto se non la si conosce e non la si vive dall’interno. Per questo motivo il presente lavoro vede radunati non solo il personale museale ma anche il mondo della scuola, i rappresentanti istituzionali della Regione e del territorio e le Università preposte alla formazione sia del corpo docente che dei professionisti museali.

 

L’orizzonte del nostro agire è rivolto alla creazione di un protocollo partecipato per la definizione di un patto educativo scuola museo.

 

Il Comitato italiano di ICOM, attento osservatore delle dinamiche del settore, negli ultimi decenni svolge un ruolo attivo, collaborando con le istituzioni preposte (Stato e Regioni) per costruire un sistema di linee guida, norme, procedure e percorsi formativi e promuovendo in tutte le sedi la dignità e la responsabilità scientifica dei professionisti della cultura.

 

La ricerca di sinergia scuola museo deriva anche dalle riflessioni teoriche dei più significativi pedagogisti dell’800 e del secolo scorso.

 

Infatti possiamo partire dalla considerazione di Froebel secondo cui la scuola è uno dei posti in cui si “mettono le mani in pasta” e così anche al museo.

Successivamente Bruner afferma l’importanza del museo quale “luogo in cui avviene la percezione, poiché ciascun uomo che osserva un quadro o legge una poesia porterà a questa esperienza una matrice di vita unicamente sua”.

 

Ma soprattutto Howard Gardner, durante il discorso pronunciato in occasione del Premio “Friend of children”, all’Association of youth Museums nel 1992, descrive il museo come una delle istituzioni più promettenti del mondo moderno per lo sviluppo della creatività dei bambini. Gardner si è occupato in modo approfondito della valenza educativa dei musei in quanto si prestano come modello educativo costituito da un ambiente ricco di stimoli creativi nel quale sviluppare l’apprendimento in contesto cooperativo e non formale. 

 

Queste sono solo alcune delle più autorevoli considerazioni attorno alla valenza educativa del museo. Ma dobbiamo considerare che il museo può rappresentare uno strumento cognitivo molto valido ma può anche rappresentare disorientamento e addirittura avversione se non si cura il rapporto scuola museo in modo sistemico e programmatico da entrambe le parti.

 

Infatti il successo di un progetto di educazione museale si basa sull’equilibrio, sullo studio dell’offerta didattica, sulla possibilità di avere a disposizione personale formato e professionale sia da parte della scuola che dei musei per considerare il ruolo fondamentale che svolgono gli obiettivi chiari e ben progettati.

 

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