La visita narrata, è una visita guidata che sfrutta il potere della narrazione e la rielaborazione delle conoscenze.

 

L’obiettivo delle visite narrate è quello di creare un’esperienza immersiva analogica, giocando su registri culturali e letterari diversi. A questa breve introduzione, seguirà un articolo più esteso attorno alla ricerca che sto conducendo per la definizione di un nuovo metodo narrativo nei contesti museali rivolto ad un approccio divulgativo dei beni culturali.

Intanto, “allacciate le cinture”, sto per condurvi alla scoperta del primo dipinto datato e firmato dell’artista del colore, Tiziano Vecellio, la Pala Gozzi!

 

Qualche piccola precisazione prima della partenza:

  • TARGET – La visita narrata, di seguito proposta, è studiata per un pubblico adulto che non abbia conoscenze approfondite nel campo della storia dell’arte;

  • DIVERSI LIVELLI DI APPROFONDIMENTO – Le visite narrate si declinano in modo differente a seconda del pubblico al quale ci rivolgiamo, si possono perciò realizzare visite narrate anche per studiosi del settore. La struttura narrativa non vuole condurre a semplificazioni, vuole, anzi, mettere in risalto i contenuti profondi dell’arte o della storia utilizzando un linguaggio differente;

  • SINTESI – La versione di seguito riportata è un breve abstract. La descrizione dell’opera è molto più estesa;

  • CONFRONTO – Per coloro che vogliono confrontare il testo narrato con la descrizione classica dell’opera, indico la lettura della corrispondente pagina di wikipedia.

“La Pala Gozzi” di Tiziano, è conservata ed esposta presso la Civica Pinacoteca di Ancona all’interno della Sala Zampetti presso il cinquecentesco Palazzo Bosdari. Al centro della sala, circondata dalle altre opere della pittura veneta del cinquecento. La possente Pala cattura immediatamente l’attenzione e sono i colori e la luce di questo capolavoro a farci pensare al suo autore, Tiziano.

Sala Zampetti dei pittori veneti del Cinquecento presso Palazzo Bosdari. Pinacoteca di Ancona

 

 

Tiziano Vecellio, il più famoso di tutti pittori veneti, nacque a Pieve di Cadore attorno al 1490 e pare avesse oltre novant’ anni quando morì di peste.

Tiziano era un pittore la cui sapienza nell’uso dei colori eguaglia la maestria di Michelangelo nel disegno. La sua estrema perizia gli permise di superare le regole della composizione e di affidarsi completamente al colore.

Tiziano – Pala dell’Assunta – 1516-18 – Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia

 

La Pala Gozzi è stata concepita per l’altare maggiore della chiesa di San Francesco ad Alto di Ancona; nella stessa chiesa si trovavano due opere di Carlo Crivelli tra le quali Il Beato Gabriele Ferretti, ora custodito alla National Gallery di Londra. La Pala Gozzi venne realizzata da Tiziano 2 anni dopo la celebre Assunta dei Frari a Venezia.

 

Ma torniamo al nostro racconto. Siamo nel 1520 quando Tiziano Vecellio consegna l’opera al committente Alvise Gozzi, mercante Raguseo.

Tiziano, aveva circa trent’anni quando riceve la committenza per la Chiesa di Ancona, e la sua bottega si trovava vicino al Canal Grande a Venezia nei pressi della Chiesa di San Samuele.

Chi era Alvise Gozzi? e come mai commissiona la Pala all’artista Tiziano?

Alvise Gozzi, ricco possidente e uomo d’affari, originario della vicina Ragusa, commissiona il lavoro a Tiziano all’età di sessantatré anni, dopo almeno quindici anni che viveva ad Ancona.

Fu finanziatore della nuova cappella del coro e del nuovo altare maggiore presso il quale avrebbe costruito il suo sepolcro nella Chiesa di San Francesco ad Alto; si rivolse quindi al migliore artista dell’epoca per completare la decorazione dell’altare maggiore.

 

Alvise Gozzi doveva essere molto legato al culto di San Biagio, come apprendiamo dal suo testamento egli lascia l’importo di un fiorino e mezzo alla Chiesa per celebrare la ricorrenza del Santo ogni anno.

E fu grazie all’opera di Tiziano che la figura di Alvise Gozzi giunge fino ai nostri giorni, ritratta da uno dei più                                                             grandi artisti del rinascimento.

Quanto è grande il dipinto?

Il dipinto è molto grande, le figure umane ritratte sono grandi quasi quanto una persona, la pala si compone di nove assi di legno di pioppo assemblate insieme per un totale di oltre 3 metri di altezza e 2 metri di larghezza.

Dettagli significativi

Un cartiglio datato e firmato, è dipinto alla base dell’imponente Pala. Questo cartiglio ci conduce alla scoperta di un momento decisivo per l’artista e per la storia dell’arte, quando Tiziano, ormai sicuro dei propri mezzi decise di marcare con la propria firma per la prima volta un’opera d’arte andando a determinare l’inizio ufficiale di una carriera lunga e fortunatissima che prende vita “metaforicamente” con la giovane pianta di fico disegnata al centro del dipinto, simbolo di buona sorte e prosperità.

Di fronte alla Pala Gozzi siamo rapiti da un vortice che ci conduce alla scoperta dei personaggi dipinti e della “scenografia” nella quale sono stati magistralmente collocati dall’artista.

 

Alvise Gozzi, il committente, è vestito di nero, è inginocchiato con le mani giunte ed è colto nel momento in cui sta volgendo lo sguardo verso l’alto. Forse, a destare la sua curiosità è l’abbraccio di San Biagio Vescovo, il Santo, patrono di Ragusa dipinto al suo fianco, che poggia la mano sulla spalla di Alvise e con l’indice dell’altra mano conduce lo sguardo del committente, ed anche il nostro, alla scoperta di quello che sta accadendo sopra le loro teste.

L’apparizione della Madonna con il Bambino

Sopra un turbine di nubi, in un cielo infiammato al tramonto (la prima resa pittorica di un paesaggio ad una data ora del giorno), si manifesta la Madonna con il Bambino adornata da 3 angeli in festa. 

La Madonna, bellissima, tiene il Bambino tra le braccia, un bambino che mostra il gesto della benedizione e rivolge la sua attenzione verso il basso, curioso di scoprire la realtà terrena.

 

 

La dimensione divina è rivoluzionaria, libera dalle costruzioni contemplative del passato.

Le preghiere di Alvise Gozzi sono state esaudite, i suoi peccati sono stati assolti dalla benedizione di Gesù. La Madonna, è avvolta nella calda luce del tramonto e gli angeli le danzano attorno con corone floreali.

Nella dimensione terrena, un po’ isolato ma anche lui partecipe della scena e del miracolo dell’apparizione, vi è San Francesco che rivolge lo sguardo verso l’alto con una mano sul petto e tra le dita un piccolo pettirosso.

        

La scena si svolge, come dicevamo al tramonto, in un paesaggio tra la campagna e la laguna di Venezia chiaramente riconoscibile con il campanile di San Marco.

L’opera, come riferisce Vasari “è condotta con una certa finezza e diligenza incredibile, e da essere veduta da presso e da lontano”.

Adesso facciamo una prova:

– avvicinatevi il più possibile e scorgerete oltre il blu oltremare della laguna le increspature della pellicola pittorica,

oltre il verde del prato sottili fili d’erba

e in un angolo del dipinto la citazione del predecessore di Tiziano, Giorgione.

 

Chi di voi l’ha veduta?

 

Se volete approfondire il tema delle visite narrate, contattatemi all’indirizzo email o attraverso il modello in fondo all’articolo. Sono attivi corsi di formazione, workshop e consulenza personalizzata. 

Laura Lanari

 

Bibliografia

Michele Polverari, Tiziano La Pala Gozzi, il restauro e il nuovo allestimento espositivo, Grafis Edizioni, 1988

Stefano Zuffi, Il mondo dipinto, Feltrinellikids

Giorgio Vasari, Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1550

S. Bodo, S. Mascheroni e M. G. Panigada, Un patrimonio di storie.
La narrazione nei musei per la cittadinanza culturale,
Mimesis Edizioni, Milano, 2016

 

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